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Lazio : arsenico nelle acque – ci avvelenano con nonchalance

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Prima di tutto vediamo quali danni può provocare un esposizione prolungata a questo veleno (ARSENICO) e quanto ne serve per provocare seri danni  :

intossicazione cronica, quindi esposizione a quantità ridotte per periodi prolungati (anni) la sintomatologia evidente comprende:

  • Lesioni della cute (sono il tipo di sintomo più frequente dopo una esposizione approssimativamente di 5 anni);
  • Leuropatia periferica;
  • Malattie vascolari;
  • Tumore maligno alla cute.

Alcuni studi hanno evidenziato i bambini che consumavano acqua contaminata da arsenico (con valori di concentrazione media di 0.6-1mg/L, per un periodo di almeno 7 anni) presentavano effetti sul sistema cardiovascolare.

ricordate questo dato ;0.6-1mg/L  … vi sarà utile dopo .

Studi su donne in gravidanza hanno ipotizzato un maggiore rischio di aborto spontaneo e malformazioni cardiache per il nascituro nel caso di ingestione di acqua contaminata da arsenico (a livelli di concentrazione media di mg).

L’esposizione ai composti inorganici dell’arsenico (classificati dalla IARC- International Agency for Research on Cancer, in categoria 1: certi cancerogeni per l’uomo) è stata associata all’insorgenza di diversi tipi di tumore: cute, vescica, rene, polmone, fegato, colon, prostata.

FONTE

 

qualche esempio sull’arsenico presente nelle acque del Lazio  :

Nettuno desta attenzione, rispettivamente con 14 microgrammi per litro di arsenico in via Matteotti e 10 a Tre Cancelli centro e 9 in piazza del Mercato e via “pisc Tre Cancelli” e via Scopone a febbraio. In quel mese altri sforamenti avevano indotto il Sindaco a ordinare il blocco dell’erogazione: 13 µg/l a piazzale Liberati, 12 in via della Liberazione, via Eolo e via Tre Cancelli. Nulla sul report dell’Asl. Si tratta di acqua che arriva dalle sorgenti di Carano e Giannottola (Aprilia). Le fontane nettunesi a marzo, ultimo mese reso noto, hanno riportato valori non bassissimi, ma comunque entro il limite legale di 10. Occhio ad Anzio: arsenico 4 volte a 9 µg/l, dieci 10 volte a 8 µg/l e 12 casi a 7. Su Ardea e Pomezia i dati Asl si fermano a marzo. I valori più alti: 7 µg/l in piazza Poerio ad Ardea e 8 in via Selva dei Pini a Pomezia. I grandi idro-manager dovrebbero impallidire di fronte alla Idrica Spa, piccola società che gestisce l’acqua ad Ardea: è l’unico gestore che offre dati meno vecchi, con analisi mensili dall’agosto 2016, aggiornati al 12 giugno 2017.

ancora :

Ariccia ha i dati fermi a febbraio: tre valori, con il non rassicurante 9 µg/l di arsenico in Largo Savelli e piazza San Nicola (il limite è 10). I valori più ‘nuovi’ risalgono per Lanuvio al 22 febbraio (al limite massimo consentito l’acqua in piazza Mazzini: 10 µg/l; a 9 µg/l quella in via Borgo San Giovanni). Genzano a singhiozzo: dati solo al 17 febbraio e 10 aprile. Parliamo di due Comuni ove la situazione era così grave che hanno dovuto mettere i dearsenizzatori. Uno sforamento si registra a Castel Gandolfo in via Nettunense: 12 microgrammi/litro il 13 marzo.

La Asl indica su Aprilia 4 analisi sopra il limite massimo ammissibile di 10 µg/l: a marzo in pieno centro 12 µg/l a piazza Croce, a piazza della Repubblica (“al monumento”) 11 µg/l, su viale Europa 11 µg/l e infine 12 in via Mediana a Campoverde. Chi ha avvisato la popolazione? Ad aprile la fontanella in piazza Repubblica è scesa a 9 e le altre tre a 10.

in fine ricordiamo che il codacons ha RECENTEMENTE confermato che in ben 90 comuni del Lazio la concentrazione di arsenico nelle acque ha superato i limiti stabiliti dalla legge FONTE

 

 

 

 

 

 

 

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