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Asili nido, Zingaretti: “Proporrò per il Lazio vaccini obbligatori come in Emilia Romagna”

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“Obbligo di vaccinazione per i bimbi che vanno al nido: è una legge che proporrò in Consiglio regionale per combattere la diffusione di malattie pericolose e tutelare la salute dei più piccoli. Dopo l’Emilia Romagna facciamo un passo avanti di civiltà anche nel Lazio”. Lo scrive sul proprio profilo Facebook il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Per poter frequentare gli asili nido dell’Emilia-Romagna i bambini dovranno infatti essere vaccinati. Lo prevede il progetto di legge della Giunta regionale di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia, approvato dall’Assemblea legislativa. Nel ridisegnare i servizi 0-3 anni, la norma introduce come requisito d’accesso ai servizi “l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente”, e quindi aver somministrato ai minori l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B. Il progetto di legge della Giunta regionale di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia è stato approvato dall’Assemblea legislativa con 27 voti favorevoli (Pd), 5 no (M5s) e 10 astenuti (Sel, Ln, Fdi, Fi). L’articolo 6, quello che introduce l’obbligatorietà dei vaccini, è stato votato da Pd, Sel, Fdi, Fi; contrario il M5s, astenuta la Ln. Lorenzin: tempi maturi per obbligo vaccini anche in altre regioni Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin dice intanto a Sky Tg24, che “i tempi sono maturi perché l’esempio dell’Emilia Romagna sia seguito anche da altre Regioni. Può essere un esempio da copiare”. “Penso che la decisione dell’Emilia Romagna sia stata coraggiosa e giusta, a fronte di un calo vaccinale dei dati della Regione molto preoccupante, sia per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie sia quelle facoltative. Quando nel ’99 – ha proseguito – si abolì l’obbligo di vaccinazione, era perché si era raggiunta una tale copertura vaccinale nel Paese che non si poteva neanche immaginare che sarebbero nati dei movimenti ‘no vaccino’, fondati su motivazioni totalmente non scientifiche e che avrebbero portato un pericolo per tutta la popolazione”. Codacons: l’obbligo dell’Emilia Romagna sui vaccini va contro la legge dello Stato Il Codacons non ci sta e annuncia una pioggia di ricorsi contro le strutture scolastiche non appena la legge varata ieri diventerà operativa. La legge regionale dell’Emilia Romagna che impone la vaccinazione ai bambini per l’ammissione agli asili nido “va contro la normativa nazionale e, in quanto tale, è annullabile” afferma in una nota il presidente Carlo Rienzi. Il D.P.R. 26 gennaio 1999, n. 355 in materia di vaccinazioni obbligatorie afferma testualmente: “I direttori delle scuole e i capi degli istituti di istruzione pubblica o privata sono tenuti, all’atto dell’ammissione alla scuola o agli esami, ad accertare se siano state praticate agli alunni le vaccinazioni e le rivaccinazioni obbligatorie, richiedendo la presentazione da parte dell’interessato della relativa certificazione […] La mancata certificazione non comporta il rifiuto di ammissione dell’alunno alla scuola dell’obbligo o agli esami”. “La normativa nazionale, quindi, va nella direzione opposta rispetto alla legge regionale varata ieri perché, pur richiedendo le vaccinazioni obbligatorie, esclude la possibilità di vietare la frequentazione degli istituti per quei bambini che non sono stati sottoposti ai vaccini. Ciò darà vita ad una pioggia di ricorsi da parte del Codacons e delle famiglie nei confronti di quegli asili che adotteranno la nuova legge dell’Emilia Romagna, anche e soprattutto in considerazione del fatto che i genitori sono impossibilitati a somministrare ai figli i 4 vaccini obbligatori previsti dalla legge regionale, non essendo in commercio i vaccini richiesti né in forma singola, né in quella tetravalente”. “L’unica possibilità per superare la situazione di impasse che si verrà a determinare, è obbligare l’Aifa ad immettere in commercio i 4 vaccini obbligatori in singole fiale, così da permettere ai genitori di rispettare la legge e non costringerli al ricorso all’esavalente, che come noto è l’unica soluzione disponibile in Italia per le vaccinazioni obbligatorie, ma che contiene anche due vaccini non imposti da alcuna norma”. “La nostra battaglia non è contro i vaccini, che riteniamo indispensabili, ma è a favore dei vaccini singoli e testati e del rispetto delle norme nazionali che non possono essere stravolte da una giunta regionale forse poco competente in materia. Stiamo inoltre ricevendo centinaia di segnalazioni dei genitori in merito al tema vaccinazioni, che sottoporremo ora al vaglio di una commissione medica”, conclude Rienzi. Aifa: serve comunicazione chiara su basi scientifiche Il ne

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