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Viaggio shock nell’ “inferno” delle sperimentazioni sull’uomo : Bambini usati come cavie

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 1988 – 2001: su alcuni bambini ricoverati in dodici orfanotrofi di New York viene testata una cura sperimentale contro il virus dell’HIV. I bambini, 465 alla fine del programma, soffrono di gravi effetti collaterali (tra cui incapacità di camminare, diarrea, vomito, gonfiore delle giunture e crampi). I dipendenti degli ospizi non sanno che stanno somministrando ai bambini infettati dall’HIV farmaci sperimentali invece dei trattamenti standard contro la malattia[4].     1995: Suzanne Starr, testimonia che un dottore aveva prelevato alcuni bambini dalle montagne del Colorado per esperimenti. In quanto parte del gruppo, Suzanne era stata sottoposta a sperimentazioni che includevano privazioni ambientali fino alla psicosi forzata, iniezioni, abusi sessuali, frequenti sedute di elettroshock e controllo della mente.   1996: viene sperimentata, in Nigeria, una profilassi contro la Meningite. Si tratta di un nuovo antibiotico prodotto dalla casa farmaceutica Pfizer, il Trovan. Le cavie sono 200 bambini che hanno contratto la malattia. E’ sconcertante che la terapia a base di questo antibiotico venga mantenuta anche molti giorni dopo che i piccoli pazienti non rispondono. Diciotto bambini muoiono[1].   Delaware 2003: Michael Daddio, di due anni, muore di insufficienza cardiaca congenita. Dopo il decesso i genitori scoprono che all’età di cinque mesi, invece di essere sottoposto all’operazione standard per eliminare il difetto come affermato dai clinici, i medici avevano eseguito un’operazione chirurgica sperimentale[5].   2005: in cambio di due milioni di dollari offerti dall’American Chemical Society,propone il Children’s Health Environmental Exposure Research Study (CHEERS), in cui si prevede di esporre i bambini indigenti di un’area della Florida a sostanze chimiche tossiche per capire quali effetti producono tali sostanze sui bambini [6].   2007 – 2008: la GlaxoSmithKline, una delle più importanti aziende nel campo farmaceutico, sperimenta in Argentina un farmaco su quattordici neonati provenienti da famiglie indigenti provocandone la morte. Le famiglie vengono risarcite con poco meno di tredicimila euro.     Questo viaggio virtuale nell’inferno delle sperimentazioni sull’infanzia non è esaustivo. Purtroppo gli episodi appena elencati sono solo una parte delle raccapriccianti verità che toccano soprattutto i bambini indigenti e senza istruzione, i disabili, i detenuti, i ricoverati negli istituti di igiene mentale.   Il problema del contemperamento tra la necessità di accrescere le conoscenze scientifiche e i diritti fondamentali dell’uomo è al centro del dibattito bioetico [8].

Sorgente: Bambini usati come cavie: viaggio shock nell’ “inferno” delle sperimentazioni sull’uomo

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