“Giratori di frittate” dovrebbe essere il titolo di una nuova serie su Rieducational Channel, alla Corrado Guzzanti.  Il MES non serve a niente in termini numerico-economici, ma serve eccome in termini anti-democratici. Serve alle oligarchie europee per stringere nelle mani le palle di un intero popolo e renderlo poi docile e condiscendente. Casomai non tutti fossero d’accordo con le regole di austerità, con le privatizzazioni, con i tagli e con tutte le altre simpatiche ricette dell’Unione Europea, dopo la richiesta ufficiale del nostro Paese di accesso ai fondi al MES le cavallette di A Bug’s Life potranno estorcere con successo ogni forma di decima sul raccolto degli italiani, e nessuno potrà più dire niente.  Il debito pubblico C’è un’alternativa? “Cerrrrrto che c’è“, come direbbe Ezio Greggio. Si chiama Stato, il quale in un mondo normale finanzia la spesa pubblica attraverso l’emissione di Titoli di Stato (Bot, Btp ecc).   “Ehhhh… ma quello è debito pubblico, Messora: il debito pubblico è brutto, sporco e cattivo! Vuoi rovinarci tutti?“. Non fa niente che sono almeno dieci anni che gente come Bagnai, Borghi, Barnard, tutti i ragazzi della MMT e tanti altri valorosi testoni cocciuti come i muli, pur non centrando assolutamente nulla l’uno con l’altro e anzi molti aborrendosi a vicenda, tentano però, ognuno con i propri mezzi e la propria specificità, di spiegare una cosa semplice: il debito pubblico non è per forza il male. C’è molto, molto di peggio… Molto! Provo a rispiegarlo anche io, allora. Non si sa mai che a forza di dai e dai…  Dunque, gli internazionalisti delle sinistre, poi divenuti “europeisti”, quelli che i soldi fanno schifo ma i finanziamenti delle banche li prendono eccome (i Max Warburg che finanziavano l’Unione Paneuropea di Kalergi molto prima che il Partito Democratico si desse questo nome – democratico – che rappresenta la più eclatante delle fake news), giocando sporco come solo loro sanno fare, dal divorzio tra il Tesoro e la Banca d’Italia in poi (1981) hanno fatto leva sulla prima delle due parole: debito. Andiamo, nell’immaginario comune “debito” è una cosa brutta: significa che devi restituire dei soldi, e siccome di solito non li hai, significa gente che ti viene a spezzare le gambe, che ti pignora la casa, che ti riduce sul lastrico e così via. E giù di retorica sui bambini che nascono già con 36mila euro di debito a testa, come abbiamo spiegato in questa pillola.  Quello che non dicono, questi autentici nemici del popolo, è che il debito pubblico, per uno Stato, non ha assolutamente lo stesso significato che avrebbe per una famiglia o per un individuo. Facciamo un esempio.

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