“Gli ateniesi non conoscevano, buon per loro, l’Agenzia delle Entrate, il prelievo fiscale ad personam era imposto solo in caso di guerra a difesa della polis patria, ma in tempo di pace l’erario cittadino si riempiva coi dazi del commercio, le tasse dovute dagli stranieri come (udite!) dalle prostitute cui sommare le donazioni liberali, le stesse che finanziavano feste e celebrazioni religiose… ”

“… fiscus o cassa di denaro appannaggio dell’imperatore comparve nell’ età del divo Augusto, distinto dall’erario pubblico aerarium saturnii istituito in età repubblicana privo in assoluto di due voci golosissime alle moderne entrate, le tasse sui beni posseduti (la patrimoniale) e l’imposta sulla persona fisica legata al reddito da lavoro, ritenuta dai romani un infamante marchio di schiavitù!… ”

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Rassegna Stampa

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