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  • Categoria dell'articolo:Estero

In primavera l’esercito israeliano ha bombardato la Striscia causando 260 morti. A Gaza City, tra le altre cose, ha distrutto quattro grattacieli in pochi giorni nel quartiere di al-Rimal. Ingenti i danni provocati alla popolazione civile. Secondo Hrw potrebbe trattarsi di crimini di guerra

È la denuncia di Human Rights Watch che arriva a fine agosto 2021, dopo mesi di indagini, condotte dalla commissione di inchiesta avviata dall’organizzazione il 27 maggio con lo scopo di individuare le responsabilità dei fatti di quei giorni e rendere giustizia alle 260 persone morte nella Striscia di Gaza, tra cui almeno 129 civili e 66 bambini (dati Nazioni Unite).

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La Ong ricorda che una simile dinamica ha caratterizzato anche gli episodi violenti del 2008, 2012, 2014, 2018 e 2019: ogni volta la scintilla è esplosa per le ribellioni dei palestinesi “alle discriminazioni di Israele, ai tentativi di sfratto delle famiglie, alle politiche di apartheid e di persecuzione” alle quali è soggetta la popolazione araba. Ma l’aspetto su cui si è concentrato il rapporto conclusivo è quello degli enormi danni causati in un territorio fragile come la Striscia di Gaza dai raid, che hanno coinvolto non solo i quattro grattacieli ma anche altre strutture del quartiere al-Rimal, causando lo sfollamento di decine di famiglie e devastando le attività economiche che avevano sede nelle quattro torri e nei dintorni. Secondo le autorità gazawi 2.400 unità abitative sarebbero state rese inabitabili e oltre 50mila danneggiate, mentre le attività economiche distrutte o colpite sarebbero state più di 2mila.

Sorgente: Gli ultimi attacchi di Israele su Gaza sotto la lente di Human Rights Watch

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