Sul rapporto tra militari e Trump, serve sottolineare un aspetto che in genere viene tacitato, sovrastato dalla propaganda che lo dipinge come un pericolo per gli Stati Uniti e il mondo.  A evidenziarlo l’ex Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Robert Gates, in un’intervista alla NBC, nella quale, pur evidenziando i limiti della sua presidenza, ha affermato: “Anzitutto, a differenza dei suoi tre predecessori, e ne scrivo nel mio libro, almeno non ha iniziato nuove guerre”.  Dichiarazione di grande rilevanza, perché Gates fu chiamato da George W. Bush a gestire la Difesa degli Stati Uniti dopo aver scaricato Donald Rumsfeld, anima nera dei neocon che ebbe a portare al parossismo la follia delle guerre infinite.  A Gates fu affidato il compito di tentare di attutire la macelleria a ciclo continuo tirata su dal suo predecessore, una missione delicatissima perché si trattava di mettere la museruola a migliaia di bestie feroci scatenate in giro per il mondo (era il tempo degli orrori di Abu Ghraib), opera che Gates portò avanti con alterne fortune.  Insomma, uno che ben conosce gli antagonisti di Trump, e che sa perfettamente cosa è riservato al mondo nel caso di una loro (probabile) rivincita.  Ciò che il mondo dimentica, ciò che i media mainstream evitano accuratamente di dire e di scrivere, è appunto questo: nonostante tutti i suoi limiti, e nonostante gli errori di percorso, pur tragici, Trump non ha dato inizio a nessuna guerra.  Ed è proprio questo che i suoi più feroci antagonisti non gli perdonano: la riluttanza di Trump alle loro sirene, che si abbina alla disposizione di far ritirare gli Usa dalle guerre infinite, mina, infatti, interessi altissimi…

 

 

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