Articolo di Giulietto Chiesa

Oggi è la vigilia di Natale. Una bella notizia. Domani arriverà a Sebastopoli il primo treno che passerà sul nuovissimo Ponte di Crimea, che collega ormai stabilmente la Crimea con la terra russa, con Mosca e San Pietroburgo. In quattro anni l’opera grandiosa che cambierà la storia della penisola (ma che potrebbe indicare anche un cambio storico ben più grande) è stata compiuta. Opera che molti, fuori e dentro la Russia, consideravano impossibile. Opera di cui gli italiani non sanno nulla, perché l’intero sistema informativo che li rende sempre più ignoranti e anche sempre più stupidi, ha taciuto loro la verità su ciò che è accaduto in Ucraina nel 2014.  Putin, che è salito ieri sul primo treno che ha attraversato lo Stretto di Kerch, ha ricordato che questa è la terza volta che il collegamento diretto con la Crimea viene ristabilito (anche se con un percorso del tutto inedito). La prima volta fu dopo la  Rivoluzione d’Ottobre (1917); la seconda volta fu dopo la  Grande Guerra Patriottica (1945), la terza volta è domani, dopo il colpo di stato filo-nazista a Kiev del febbraio 2014.   Noi, afferrati dalla frenesia delle bollicine di superficie (di cui è fatta l’attuale società umana dominata dalla follia occidentale) non ce ne accorgiamo. Ma le correnti profonde della storia degli uomini si muovono. Lente, ma si muovono.  Buon Natale a tutti i quasi 91.000 che seguono questa pagina e che seguono anche Pandora Tv

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