Loading...
NEWS

Curiosità : La speranza dell’altrui morte non è reato (Cass. pen., 41190/14)

Azioni

Z. avrebbe proferito la seguente frase rivolta al T.: “ogni volta che vedo la tua macchina ripartire per Roma la domenica sera, il giorno dopo compro il giornale, sperando di leggere della tua morte in uno di quegli spaventosi incidenti sull’autostrada che commentano nei telegiornali… Spero di incontrarti uno di questi giorni disteso e morente lungo la strada… Ti prometto che non mi fermerò mai per aiutarti a soccorrerti”. D.S., per parte sua, sempre indirizzandosi al T., avrebbe detto: “ogni anno qualcuno mi fa sapere che la tua salute peggiora molto e sempre di più, tanto che stai lì lì per crepare, però questa bella notizia non arriva mai”. 2. Tanto premesso, mentre la prima censura è incomprensibile (e dunque inammissibile per genericità), non essendo chiaro quale incidenza possano avere sul decisum dei giudicanti di primo e secondo grado le argomentazioni in essa contenute, la seconda censura è, nella sostanza e al di là della sua formulazione, fondata. Invero non è l’elemento psicologico quello che manca nel delitto di ingiuria contestato agli imputati, ma addirittura l’elemento materiale. Augurarsi la morte di un’altra persona è certamente manifestazione di astio, forse di odio, nei confronti della stessa persona, ma poiché il precetto evangelico di amare il prossimo come se stessi non ha sanzione penale, la sua violazione è, appunto, penalmente irrilevante. Meno che mai costituisce ingiuria, perché desiderare la morte altrui non sta necessariamente a significare che si intenda offenderne l’onore e il decoro (e che di fatto li si offenda). 2.1. Quanto al delitto di minaccia, è noto che il male ingiusto e futuro che si prospetta alla persona offesa deve essere rappresentato come conseguente ad un’azione dell’offensore. Nel caso di specie, il fatto che Z. si sia augurato la morte di T. in un incidente stradale e che D.S. l’abbia prevista quale imminente conseguenza dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute, rappresentano certamente manifestazioni di scarso affetto nei confronti del T. stesso e, se si vuole, di evidente mancanza di fair play tra avversari processuali (a quanto si apprende, la famiglia degli imputati era in lite giudiziaria con il T.), ma né Z., né D.S., a stare al capo di imputazione, hanno manifestato l’intenzione di fare alcunché per determinare, anticipare o propiziare la morte del T.. In particolare, Z. non ha “promesso” al T. che si sarebbe attivato per provocare incidenti automobilistici, ma si è augurato che ciò accada casualmente ad opera di terzi (sconosciuti) ed ha chiarito che egli, se avesse visto steso per terra il T., non l’avrebbe soccorso, con ciò, al più, preannunciando che si sarebbe reso responsabile di un futuro ed eventuale reato (CdS art. 189, cp art. 593). D.S. ha formulato una “previsione” (e una speranza), certo con animo malevolo, ma di assoluta irrilevanza penale. 3. Conclusivamente la sentenza impugnata va annullata senza rinvio per insussistenza del fatto.  P.Q.M.  Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste

Fonte

 

Azioni

COMMENTI:

RASSEGNA STAMPA 2.0:

Rassegna Stampa 2.0 offre ai lettori un punto di vista alternativo, esaltando particolari importanti che sfuggono alla lente d'ingrandimento dell'informazione, dando spazio a quelle voci ribelli, che hanno questa brutta abitudine di scrivere ciò che pensano, offrendo a tutti loro la possibilità di avere un tavolino personale dove poter salire per esprimersi con un megafono e uno spazio che gli permetta magari di essere indicizzati da google, riteniamo giusto collaborare con siti non molto conosciuti, dove tante persone ogni giorno svolgono un lavoro enorme nel cercare, verificare e pubblicare notizie su temi scottanti, citando sempre le fonti e confezionando il tutto con foto.

"A meno che uno come te non ci tenga molto, niente andrà meglio o sarà risolto!" Dr. Seuss

SEGUICI SU TUTTI I SOCIAL NETWORK