L’idea che “questa volta è diverso” deve avere accarezzato i semplici di ogni evo – e i risultati si vedono: mentre scrivo si radunano truppe al confine russo come nel 1947, si pensa di unire l’Europa sotto i tedeschi come nel 1939, si perpetua una crisi economica con l’austerità come negli anni Trenta, si importano africani come nell’Ottocento, si sognano le crociate come nell’undicesimo secolo.
Ma anche accettando l’ipotesi di vivere in una felix aetas postcomplottista, bisogna supporre che la svolta sia avvenuta in tempi recenti, anzi recentissimi, se ancora nel 2001-2003 i “governi democraticamente eletti” cospiravano per far credere ai propri elettori che in Iraq si progettava lo sterminio dell’umanità, così da poterlo radere al suolo a spese di tutti e a beneficio di pochissimi. E se ancora negli anni sucessivi le “conoscenze e [i] metodi scientifici per controllare i fatti” non impedivano a poche aziende farmaceutiche di vendere miliardi di vaccini inutili facendo credere al mondo che si preparavano pandemie epocali: SARS, H5N1, AH1N1…

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Fonte: http://ilpedante.org/post/gombloddoh

 

dire l’ovvio in tempo di menzogna è un atto rivoluzionario

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