Nel mirino sarebbero finiti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il titolare della Salute, Roberto Speranza e anche il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Intervenuto al talk show Stop Europa, lo scorso 22 giugno, l’ex parlamentare ha addirittura ipotizzato a carico dell’esecutivo «qualcosa di più grave dell’epidemia colposa di cui si parla».  Fatto sta che al momento, per ammissione dello stesso penalista su Facebook, i reati ipotizzati sono quelli di «epidemia colposa e omicidio colposo plurimo». Ma non è escluso che una parte delle indagini riguardi anche i virologi e i loro «contrastanti pareri», visto che Taormina nel dossier depositato a piazzale Clodio tira in ballo anche loro. In quel caso, tuttavia, la competenza resterebbe del tribunale ordinario. In un tweet dello scorso 11 giugno, del resto, l’avvocato metteva sullo stesso piano l’esecutivo – «Conte, Speranza, Lamorgese» – e «gli scienziati che li hanno favoriti con le loro sballate valutazioni».

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Rassegna Stampa

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