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“La libertà di espressione va esercita con responsabilità. La libertà di parola e la libertà d'azione non hanno significato senza la libertà di pensiero e non c'è libertà di pensiero senza il dubbio. Dire quello che pensi certo ti danneggia in società: ma la libertà di parola vale più di mille inviti.”

  • Categoria dell'articolo:Politica

“È una legge sbagliata. Ancora più sbagliato è giustificarla con il fatto che ci aiuterà ad avere processi più brevi, perché al contrario essi si allungheranno. Inoltre il nuovo regime espone anche chi è stato assolto in primo grado al rischio di restare sotto processo a vita”. È il giudizio dato dall’ex presidente della Camera dei deputati, il pd Luciano Violante, sull’abolizione dal primo di gennaio della prescrizione dopo il primo grado di giudizio nel corso di un’intervista a Libero Quotidiano.  Violante dice di capire “l’esigenza del Cinquestelle di evitare che imputati facoltosi assistiti da principi del foro sfuggano alla giustizia grazie alla prescrizione”, ma aggiunge anche che non si può “far pagare a sessanta milioni di italiani la tua battaglia contro un manipolo ridotto di accusati eccellenti” in quanto “siamo arrivati da un po’ alla sostituzione del principio di non colpevolezza con quello di non innocenza”.  Secondo Violante, oggi “prima di fare nuove leggi bisognerebbe studiare i problemi nel dettaglio, altrimenti si impongono cambiamenti dettati dall’ideologia e frutto di una conoscenza approssimativa dello stato delle cose” che “così possono prodursi effetti devastanti” perché “se il 50% dei giudizi termina con un’assoluzione, forse occorre riflettere se l’azione penale non venga intrapresa con poca prudenza, perché il dato è allarmante” in sé.  Per l’ex presidente della Camera, tuttavia, sulla questione della prescrizione il Pd, tuttavia, non si è arreso alle logiche dei 5Stelle in quanto gli “sembra che abbia presentato una proposta di legge sulla prescrizione che risolverebbe in modo più ragionevole i problemi giustamente posti da Cinquestelle”. E nel caso dovesse cadere il governo, assicura, “la legge sulla prescrizione resta, si va a elezioni e modificarla diventa più lungo e complesso di quanto non lo sia oggi”.

 

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