Le sardine fasciste - RASSEGNA STAMPA 2.0
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POLITICA

Le sardine fasciste

Dopo gli innumerevoli antropomorfismi – che il regime secolare ha abilmente somministrato al popolo durante la storia per manipolare il consenso delle masse – partendo dalle aquile fasciste e le zecche comuniste passando per i grilli democristiani si è giunti nel 2020 alle sardine PDuiste.

È chiaro che l’essere umano per il regime è un animale da addestrare, sfruttare e sacrificare ad immagine dell’antropomorfismo utilizzato.

Ma questo ultimo antropomorfismo che vede un pesce morto stretto tra i suoi simili in una scatoletta sott’olio è riprovevole in tutti i sensi.

Quanto meno tutti gli altri simboli, seppur anch’essi riprovevoli per certi aspetti, erano metafore di esseri viventi.

L’aquila imperiale che vola libera nel cielo spinta da ideali utopici di dominazione incontrastata della propria patria.

La zecca simbolo del sistema gerarchico parassitario comunista di stampo staliniano in antitesi allo speculare parassitismo del capitalismo, due faccia della stessa moneta.

Il grillo che richiama alla coscienza di Pinocchio incitando un falso risveglio epocale. Sfruttando i creduloni a portare il consenso allo stesso sistema secolare.

Ora la sardina. Un pesce morto, immobile e inscatolato nel metallo, messo sottolio per conservare il suo utilizzo nel tempo.

In tutti questi casi di antropomorfismo il denominatore comune è sempre stato quello di legittimare le regole imposte dall’alto.

Una truffa oggi più evidente dopo l’esperienza del M5S democristiano che ha iniziato allo stesso identico modo: difendendo la costituzione. Come stanno facendo le sardine PDuiste.

Entrambi promotori e legittimatori di una costituzione che nessuno di noi ha mai firmato. Un contratto sociale sceso dall’alto in mezzo alla sofferenza e l’ignoranza del dopoguerra; scritto da massoni, mafiosi e prelati che lo hanno fatto ingoiare al popolo a forza di stragi e delitti eccellenti.

Gli ultimi, i cadaveri ittici inscatolati, oltre a difendere la costituzione e tutti i patrigni criminali che l’hanno scritta, vanno a risvegliare i sentimenti antifascisti e quindi anti salviniani. Rigenerando in questo modo la dissociazione del popolo tra destre e sinistre in funzione costituzionale.

Quindi in funzione di quella cartigienica che con la falsa democrazia ha garantito fino ad oggi il potere del mondo di sopra, di mezzo e di sotto (per dirla alla Carminati) con i partiti che dividono in parti il popolo Pinocchio come i gatti con le volpi nel gioco delle tre carte.

Mi chiedo se mai le “sardine” si siano poste questa domanda:

Perché Palmiro Togliatti e i comunisti italiani del dopoguerra in sede di assemblea costituente hanno cancellato i diritti dei lavoratori offerti dal regime fascista e hanno mantenuto sulla carta i patti lateranensi sanciti dallo stesso regime?

Patti che tolgono alle casse dei contribuenti oltre 20 miliardi di euro all’anno per finanziare la struttura secolare più antica della storia occidentale che con la menzogna ha campato sulle spalle del genere umano per oltre 2000 anni.

Mi auguro che questo loro antropomorfismo scelto sia il simbolo della fine dell’era dei pesci. La morte dei pesci, quindi del vaticano, che nei pesci ha governato la dualità spirituale tra un protagonista e un antagonista, tra dio e satana, tra i presunti buoni e i cattivi, tra le destre e le sinistre in una perpetua dissociazione della mente collettiva.

Mi auguro che l’anello del pescatore con queste sardine caschi reciso con tutto il dito. Ma dubito che questo sia il loro intento. Perché il modus operandi è il medesimo percorso dal M5S che inizialmente si è presentato allo stesso modo: un movimento lontano dalla partitocrazia intento a dare una svolta all’italia ma che alla fine si è appoltronato come tutte le altre “novità” che si sono susseguite in questi 70 anni di falsa democrazia rinnegando ogni buona intenzione con leggi che hanno emanato.

Chi difende la costituzione è sempre stato un complice del regime perché è proprio questa costituzione, che nessuno conosce, ma che tutti esaltano, a garantire la sopravvivenza del regime stesso grazie alle dissociazioni partitiche indotte al popolo tramite i media e la falsa cultura.

Ciò che sinceramente mi auguro è la fine degli antropomorfismi partitocratici e la conquista collettiva dell’autentica democrazia svuotata dai partitismi anacronistici funzionali al sistema stesso e fatta di singoli esseri umani.

La fine di ogni menzogna mediatica perché tutte le soluzioni logiche affinché la libertà, l’uguaglianza e la fraternità esistono; pertanto c’è autentica speranza.

Ma fino a quando il comune mortale punta gli occhi in un leader su un altare e non verso il fratello e la sorella accanto dubito che questo possa avverarsi.

Fino a quando la creduloneria vige tra la massa illusa nulla è possibile. Il nemico del genere umano non è seduto sulle poltrone presidenziali ma in mezzo il popolo.

Sulle poltrone presidenziali quirinalesche di tutto il mondo sono seduti i mafiosi, i massoni e i prelati come è sempre stato nella storia dai secoli degli imperi e dei re.

Credere di cambiare questo sistema mettendo una croce come gli analfabeti su un simbolo con una matita di legno chiusi dentro una cabina è da perfetti idioti.

Quello che realmente si fa andando a votare è offrire l’opportunità al regime di compilare le statistiche su quanti idioti ancora esistono in Italia che credono alla menzogna costituzionale della falsa democrazia.

Non può esistere democrazia se il libero arbitrio viene rubato alla nascita ad un infante che per sua natura è incapace di intendere e di volere costringendolo con l’iscrizione all’anagrafe in un sistema socio economico che non ha scelto. Subendone tutte le conseguenze del caso.

In democrazia non esistono partiti come non esistono rappresentanti eletti che non si possano revocare in tempo reale.

Questa è la logica democratica.

E prima di parlare di democrazia ognuno dovrebbe riflettere su quando è stata l’ultima volta che ha partecipato in una assemblea e ha votato su una scelta per un bene comune guardando in faccia tutti i presenti disposti circolarmente intorno a se.

Concludo ricordando ai fan delle sardine che il fascismo è tale in ogni aggregazione sociale dove esiste gerararchia.
Il colore della maglia non è indicativo in tal senso. Anche Stalin era fascista.

Ernesto Melappioni

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