Non basta un avviso di garanzia per chiedere la testa di un politico. È un principio civile di garantismo, troppo spesso dimenticato, che il Movimento 5 stelle sembra aver scoperto solo all’inizio del 2017, più di sette anni dopo la sua nascita e nel pieno della bufera che ha coinvolto il Comune di Roma e l’amministrazione di Virginia Raggi, con l’arresto dell’ex vice capo di Gabinetto Raffaele Marra e l’avviso di garanzia all’ex assessora all’Ambiente Paola Muraro. Per tutti i rappresentanti pentastellati resta l’obbligo di comunicare immediatamente la ricezione dell’avviso, ma la stessa non comporta «alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti».

«VALUTARE CASO PER CASO»

FONTE

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Rassegna Stampa

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