Come spiegato da Palazzo San Giacomo, la città di Napoli ha avuto ben cinque commissariamenti straordinari: quelli per il sottosuolo, per il rischio idrogeologico, per il post terremoto, per l’emergenza rifiuti e per Bagnoli. Questi cinque commissariamenti, hanno prodotto “spese e contenziosi” che poi a loro volta sono ricaduti sulla città di Napoli. Il solo commissariamento post terremoto, spiega il Comune, ha prodotto dal 2011 ad oggi “un esborso di oltre 200 milioni di euro”, mentre il commissariamento per emergenza rifiuti “ha pesato, fino ad ora, per 66 milioni di euro”. Cifre generate non da chi era stato eletto dai cittadini, ma dai commissari del Governo, che da esso dipendevano, secondo l’interpretazione comunale. Da qui, la delibera che invita lo Stato Italiano ad accollarsi questi debiti, piuttosto che Palazzo San Giacomo.   Nella delibera, si legge inoltre che:  …i debiti derivanti da negoziazioni poste in essere dai Commissari straordinari, cioè da soggetti non eletti dalla popolazione, non possono collegarsi alla responsabilità dell’Ente e, di conseguenza, gravare sulle casse dell’Ente medesimo, ma alla responsabilità dello Stato, il quale si è “sostituito” agli organi dell’Ente tramite detti Commissari, i quali hanno agito come “organi del Governo” e non come “organi dell’Ente”..  In pratica, essendo stati i Commissari Straordinari nominati dal Governo, in qualche modo, a generare questo debito, toccherebbe ora al Governo stesso provvedere a risanarlo.

 

 

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