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“La libertà di espressione va esercita con responsabilità. La libertà di parola e la libertà d'azione non hanno significato senza la libertà di pensiero e non c'è libertà di pensiero senza il dubbio. Dire quello che pensi certo ti danneggia in società: ma la libertà di parola vale più di mille inviti.”

  • Categoria dell'articolo:Politica

una manciata di minuti dopo la mezzanotte del 26 settembre 1983 ha scongiurato la distruzione del pianeta. Gli schermi dei calcolatori sovietici fecero scattare l’allarme atomico. Segnalarono il decollo di decine di missili termonucleari dagli Stati uniti d’America alla volta dell’Unione sovietica. Stanislav Petrov, analista, tenente addetto al turno di guardia, avrebbe dovuto mettere in atto la procedura e avvisare il Cremlino dell’approssimarsi della minaccia. In poco più di 10 minuti le milizie sovietiche avrebbero risposto al fuoco. Eppure Petrov non rispettò il protocollo. Analizzò i dati, valutò le possibilità, interpretò quel segnale come un’avaria del sistema. Rischiò molto ma ebbe ragione. Venne promosso? Nemmeno per scherzo. Venne richiamato dai superiori. In un mondo di ottusi militari non aveva rispettato il protocollo. Era colpevole di aver utilizzato il proprio cervello.

Sorgente: Crema on line – Mosca, è morto l’uomo che salvò il mondo nell’83

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