Gentil Sardina,

Mi sarei aspettato la nazionalizzazione dell’ilva, la sospensione delle concessioni autostradali, il salvataggio whirpool, la tassazione, in Italia, di multinazionali ed holding. Mi aspettavo che qualcuno andasse a sbattere I pugni sul tavolo alla BCE e al FMI, che strappasse I vincoli di bilancio e invertisse il processo inumano di privatizzazioni. Mi sarei aspettato lotta alla precarieta’, ad emigrazione, ad inquinamento, corruzione e abbandono scolastico e culturale. A tutti questi diritti violati, a tutto questo malfatto, a tutto questo dolore e violenza a cui e’ negato presente e futuro, me ne venite fuori con una piazza edulcorata e pacata con dei cartoncini in mano, ritagliati a forma di pesce, di ricordi ancestrali neonatali, e di canzoncine da refettorio salesiano, svuotate di ogni rigore intellettuale. Sappiate che non siamo all’asilo, e mentre ritagliate pesciolini e fate il karaoke, c’e’ un mondo in totale decadenza, e tutti noi, non siamo stati neanche comparse, ma semplici figuranti ammaestrati a dovere. Ora, come prima.

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Rassegna Stampa

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