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“Dobbiamo programmare la fase 3 prima che sia tardi – prosegue D’Avino – bisogna partire dai servizi sanitari al territorio. Al di là del triage telefonico e della valutazione dei sintomi quali tosse, febbre e dispnea, oggi sappiamo che altri possibili sintomi dell’infezione da Sars-CoV-2 sono la congestione nasale, la rinite, la congiuntivite e i disturbi gastrointestinali. Serve che sul territorio si possa realizzare una diagnosi differenziale immediata”. Per i pediatri in vista di settembre occorre puntare sulla vaccinazione antinfluenzale a tutti i bambini, di qualunque età, e sull’obbligatorietà del tampone per l’ammissione in classe.  “Un percorso che va programmato ora – ribadisce il vice presidente Fimp – per non correre il rischio di trovarci a ottobre con dosi di vaccino antinfluenzale insufficienti. Inoltre, la pediatria di famiglia deve avere la possibilità di prescrivere tamponi e soprattutto di avere una risposta in tempi rapidi. Nessun pediatra potrà mai riammettere un bambino a scuola se non avrà un tampone negativo dopo un’assenza per malattia che potrebbe essere collegata ad un’infezione da Covid-19”. Di qui la richiesta di avviare in Regione un tavolo di lavoro per programmare la ripresa delle scuole “con scelte condivise”.

 

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Rassegna Stampa

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