Cosa pensa Vox di questa situazione: meglio il MES o gli Eurobond? Il Mes rappresenta un pericolo mortale per l’Italia. Si tratta di un meccanismo pensato appositamente per distruggere quel residuo di sovranità e indipendenza di cui godono ancora gli Stati nazionali incastrati nella tela di ragno dell’euro. Quelli che parlano di “Mes senza condizioni”- nella migliore della ipotesi- sono degli sprovveduti. L’atteggiamento di Conte sul punto è pericolosamente ambiguo mentre quello del suo ministro Gualtieri è palesemente complice. Bisogna adesso profondere il massimo degli sforzi affinché il governo italiano, al tavolo dei capi di Stato dei Paesi dell’Unione, rigetti quella bozza di accordo partorito nel corso dell’Eurogruppo. In caso contrario non sarebbe iperbolico sostenere che la storia dell’Italia unita, apertasi nel 1861 nel nome della libertà e dell’indipendenza ritrovata, debba considerarsi tristemente conclusa anche sotto il profilo giuridico e formale. Degli eurobond è inutile parlare. Tedeschi e olandesi hanno spiegato che non è un’opzione sul tavolo e non mentono. L’euro è infatti solo un meccanismo costruito per drenare risorse dai Paesi del sud Europa verso quelli del nord, come sanno bene Rutte e Merkel. Non c’è nessuna progettualità geopolitica dietro la moneta unica, ma solo l’avidità di pochi speculatori unita al cinismo tipico delle classi dirigenti tedesche.      Dunque l’unione europea è un problema in quanto tale? L’Unione Europea va smantellata perché, come aveva brillantemente sintetizzato il premier inglese Boris Johnson è solo la “realizzazione del disegno hitleriano di egemonia teutonica sul Continente realizzato con altri mezzi”. Consiglio a tutti la lettura di un libro scritto dal politologo Brzezinski- La Grande Scacchiera- dove si spiega perfettamente la ratio infernale di questa terribile costruzione tecnocratica nemica dei popoli e della verità. Con buona pace di Salvini questa Europa non è riformabile. Perché nasce proprio con l’obiettivo preciso di condurre una spietata e dissimulata lotta di classe contro i ceti medi e proletari. Obiettivo che tra l’altro sta realizzando in pieno.     È possibile in questo momento uscire dall’euro e dall’Unione Europea, tornare alla lira e affrontare la crisi economica determinata dalla pandemia? Non solo è possibile ma, vista la situazione, è doveroso e improcrastinabile. E’ l’unica scelta possibile rimasta. L’alternativa è quella di aprire le porte agli emissari dei soliti “cravattari” della Troika, quelli che hanno consumato un crimine contro l’umanità in danno della Grecia rimasto ad oggi impunito. Non bisogna credere ai profeti di sventura che dipingono scenari apocalittici in danno dei “reprobi” che osassero abbandonare le “meraviglie” dell’Europa Unita. Anche con riferimento al Regno Unito i giornali dei padroni hanno provato a spaventare la pubblica opinione con racconti al limite del grottesco e del fantastico. Eppure non risulta che in Inghilterra siano arrivate le cavallette in seguito alla Brexit. Certo, rompere una unità monetaria può comportare inizialmente qualche difficoltà di natura tecnica, rapidamente compensata però dal recupero della nostra sovranità monetaria. Uscire immediatamente senza paura né ripensamenti è l’unica soluzione.

 

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