Un articolo del New York Times sottolinea che, “essendo un paese relativamente piccolo con un sistema sanitario universale altamente digitalizzato, Israele è diventato un interessante terreno di prova per Pfizer. Di conseguenza, Israele ha stretto un accordo con la società, offrendo dati in cambio di una fornitura costante di vaccini”.  Un laboratorio che al momento ha fornito dei dati che gli esperti definiscono incoraggianti anche se, per qualche ragione, riferisce Erlich proprio in queste settimane si è iniziato a registrare “un preoccupante rallentamento delle vaccinazioni”.

febbraio – I dati raccolti dal Ministero della Salute israeliano mostrano un calo del 41% delle infezioni confermate per gli ultra sessantenni e un calo del 31% dei ricoveri da metà gennaio all’inizio di febbraio. In confronto, per le persone di età pari o inferiore a 59 anni i casi sono diminuiti solo del 12% e le ospedalizzazioni del 5%. Intervista a Yaniv Erlich, professore associato di informatica alla Columbia University e direttore scientifico di MyHeritage

Sorgente: Covid. In Israele infezioni ridotte del 41% ma c’è un preoccupante rallentamento delle vaccinazioni. Parla lo scienziato israeliano che sta monitorando la campagna

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