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  • Categoria dell'articolo:Salute / Vaccini

“Con l’uso della mascherina cosa succede nei polmoni di una persona? Il 95% di quello che emette un soggetto potenzialmente infettivo viene schermato. La domanda cruciale è: dove va a finire quel 95% che viene schermato? Viene in parte reinalato. C’è il rischio che la persona si faccia da sé i cicli di amplificazione, se continua a tenere a lungo questa mascherina. Continuando e reinalare i propri virus (tra cui l’attuale Sars CoV-2, ndr) li può spingere in profondità nei polmoni e negli alveoli dove non dovrebbero arrivare perché nelle vie respiratorie superiori ci sono le difese innate adattative che ‘stendono’ la maggior parte dei germi che noi andiamo a impattare con la respirazione”.  Un pericolo non da poco per chi viene a contatto con il virus e che l’esperto spiega così: “Se arrivano troppi virus negli alveoli polmonari e si moltiplicano senza resistenza, quando arrivano dopo 10-14 giorni gli anticorpi delle difese adattativa invece di trovare poco virus ne trovano una quantità (intendendo grande, ndr) e scatenano una battaglia ma anche creando un’infiammazione altissima. Si nota questo in molti casi di soggetti che dopo un inizio blando hanno un’esplosione infiammazione e un aggravamento”.  Le misure di contenimento della malattia dovrebbero evitare di aggravare “la situazione di un asintomatico ‘imponendogli una barriera’ come la mascherina che rischia di farlo diventare sintomatico avendo spinto in profondità i virus visto che non può respirare liberamente”, dice Donzelli.  A sopporto di questa tesi a settembre è stato pubblicato uno studio di Cdc, l’importante organismo di controllo federale sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d’America.  Lo studio del Cdc, anche se non testato su numeri estesi di casi, spiega che il 70.6% dei soggetti che si sono ammalati di Sars-CoV-2 indossava sempre la mascherina, il 14.4% la indossava spesso, per un totale dell’85%, mentre solo il 3,9% non indossava mai la mascherina.

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