Per quale motivo questa terapia non è ancora tra quelle riconosciute e utilizzate nei protocolli ospedalieri per i pazienti covid?

“Dona il plasma” è infatti lo slogan che accompagnerà “Tsunami”, il protocollo sperimentale attivato dal Cotugno per l’impiego del plasma iperimmune nel trattamento delle polmoniti da Covid-19.  “L’obiettivo” – spiegano i promotori dell’iniziativa – “è quello di reclutare una grande quantità di donatori per cercare di ottenere plasma efficace per contrastare il virus“.

Ha tutte le potenzialità per diventare la terapia vincente nel futuro prossimo della battaglia contro il coronavirus, e ora più che mai è al centro della campagna di sensibilizzazione lanciata dall’azienda ospedaliera napoletana. L’indicazione è somministrare il plasma entro i primi dieci giorni dalla comparsa dei sintomi, così da evitare la progressione della malattia in forme più severe. Tutti i guariti dal Covid possono essere donatori, sia dopo un ricovero ospedaliero di qualsiasi livello, sia dopo un isolamento in casa.

L’età dei donatori è compresa tra i 18 e i 60 anni: ora si punta tutto sullo spirito di solidarietà che da sempre contraddistingue il popolo napoletano.  Certo, resta il rammarico per una domanda che ancora resta senza risposte: per quale motivo questa terapia non è ancora tra quelle riconosciute e utilizzate nei protocolli ospedalieri per i pazienti covid? Ma è proprio questa battaglia uno dei punti nell’agenda delle due associazioni “Insieme per la Campania” e “Noi italiani”, divenute ormai veri e propri cani da guardia sull’operato delle istituzioni locali. Per chi volesse darci una mano, è possibile farlo gratuitamente.

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Rassegna Stampa

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