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Massima condivisione : “Una Pandemia con il tasso di  mortalità inferiore all’influenza”

Azioni

TOKYO. La mortalità del covid19 potrebbe essere di gran lunga inferiore a quello che finora gli scienziati avevano ritenuto. Addirittura uno su diecimila. È quello che emerge da uno studio condotto dal Kobe City Medical Central General Hospital che ha raccolto 1.000 campioni di sangue da pazienti che hanno visitato l’ospedale tra la fine di marzo e l’inizio di aprile.

Nel campione sono stati esclusi i pazienti affetti da sintomatologia da coronavirus. Su questi mille 33 persone, ovvero il 3,3% sono risultati positivi agli anticorpi del Covid19.  Se le analisi venissero confermate da ulteriori esami in altre Prefetture del Giappone la mortalità del Covid19 sprofonderebbe allo 0.01%, ovvero addirittura inferiore alla stagionale influenza.

 

La stampa

 

Una storia per rompere tutti gli schemi imposti… Poi decidi tu quale sia la verità :

ORDUNQUE… Houston, abbiamo un problema! – Quale? – Vogliono chiuderci di nuovo tutti in casa. – E perché? – C’è il coronavirus. – Ah.. ed è grave? – Sì, porta gli ospedali al collasso. – Beh, mi sembra un bel problema, in effetti. Quanto è letale? – Tanto! – Tanto quanto? – E che ne so? È su tutti i giornali, quindi tanto! – Ma il tasso di letalità lo scrivono? – No… – Va bene, calcoliamolo allora! – Ma è proprio necessario? Ti sto dicendo che gli ospedali sono al collasso! – Ma perché sono al collasso? – Per il coronavirus! – Sei sicuro? – Ma allora sei scemo, mentono tutti? – No, voglio dire: sei sicuro che sono al collasso perché c’è il coronavirus? – E per che altro, scusa, se no? – Calcoliamo il tasso di letalità. – Se proprio serve… – Lo sai cos’è? – No. – Il tasso di letalità è il rapporto tra il numero delle persone decedute e il numero delle persone ammalate. Quante persone sono morte oggi? – Secondo il Corriere della Sera: 91. – Sei sicuro che siano morte tutte per il coronavirus? – Lo dicono i giornali. – I giornali dicevano anche che i finanzieri in coma da tre anni con ferite di arma da fuoco alla testa morivano di coronavirus, ma fa niente: prendiamo questo dato per buono. Quanti sono i malati di coronavirus in Italia? – Non lo so. Dimmelo  tu. – Questo non lo scrivono sui giornali? – Aspetta, certo che lo scrivono: ogni giorno fanno i tamponi e scrivono il numero dei contagiati. – E quanti erano oggi? – Oggi… fammi guardare… ecco qui: 19.143 nuovi casi. – Va bene, però questi sono i casi di oggi, dovremmo sapere quanti sono i casi totali. – Eh… questo non lo so io… – Manco io, però possiamo arrivarci. – E come? – Semplice: ogni giorno si fanno un certo numero di tamponi e si trovano un certo numero di positivi. Tralasciando il fatto che la tecnica PCR non sia stata elaborata a fini diagnostici, e tralasciando la questione dei falsi positivi e dei falsi negativi, vediamo che negli ultimi giorni il rapporto tra i test fatti e i risultati positivi riscontrati si è avvicinata al 10%. Siccome i tamponi fatti sono tantissimi e si fanno in varie aree del Paese, possiamo assumere che statisticamente rappresentino un buon campione che fotografa la situazione attuale. – E quindi? – E quindi possiamo dire che ad oggi, tamponi alla mano, il 10% degli italiani siano positivi. – Ma è tantissima gente! – Già, parliamo di almeno sei milioni di persone. – Oddio, ma allora moriremo tutti! – Leggi troppo i giornali, rilassati e respira: adesso siamo in grado di calcolare il tasso di letalità attuale del coronavirus. – E… qual è? – Beh, il tasso di letalità dice che bisogna rapportare il numero dei deceduti al numero degli ammalati. – Allora bisogna fare 91 diviso 6 milioni? – Non proprio: essere positivi al test non significa mica essere ammalati… Tant’è vero che li chiamano asintomatici positivi! – Ma se sono contagiati! – Senti, il test rileva solo, dopo avere amplificato decine di volte un tuo campioncino biologico, che esista un frammento di codice genetico attribuibile a questo virus, ma questo non vuol dire che tu sia ammalato (ammesso che l’esito abbia un significato reale, perché ci sono molti medici che sostengono che un riscontro positivo ottenuto con questa tecnica non abbia alcun valore). Il nostro corpo ospita in qualunque momento miliardi di agenti potenzialmente patogeni: con la tecnica giusta si può trovare quello che si vuole. – Quindi i positivi non sarebbero malati, secondo te? – No che non lo sono: un malato sa di essere malato, perché sta male. – Magari si ammaleranno, che ne sai! – Ok, allora consideriamoli tutti malati. Qual è il tasso di letalità? – Non ho la calcolatrice. – Te lo dico io: 0,0000152. – Tutti questi zeri… non capisco… – Significa che il tasso di letalità è lo 0,0015%: una persona ogni centomila “contagiati” (come li chiami tu). – Centomila, addirittura? – Sì. Detta in altri termini: su centomila persone riscontrate “positive”, 99.999 si salvano. – Mi sembra troppo poco, c’è qualcosa che non va! – Certo, perché – appunto – i positivi asintomatici non sono malati. – E allora che facciamo? – Andiamo a prendere i malati veri. Cosa dice il tuo giornale? – Secondo il Corriere della Sera, oggi abbiamo 10.549 ricoverati con sintomi. – Bene, anzi ottimo! Siccome gli ospedali non sono ancora saturi, possiamo assumere con buona approssimazione che il numero degli ammalati di Covid con sintomi sia proprio quello, perché un ammalato di Covid non viene (ancora) abbandonato a casa per mancanza di posti letto. – E quindi adesso sì che avremo un tasso di letalità più realistico! – Vediamo: 91 diviso 10.549 fa… 0,008626! – Ancora tutti questi zeri! – Significa che ogni mille persone che si ammalano di Covid, 8 muoiono. – Poverine! – Certo, è molto doloroso. Ma lo sai quante persone morivano durante la peste? – Non lo so, ma immagino che tu sì… – Oltre la metà: il 60%! Cioè, ogni mille persone, 600 non ce la facevano! – E sai anche dirmi il tasso di letalità dell’influenza spagnola, immagino… – Certo, casualmente ce l’ho proprio qui: ogni mille persone malate, è stato calcolato che ne morivano tra le 20 e le 100. – Ok, va bene: il coronavirus non è la peste e non è neppure la spagnola, ma in ogni caso è più di un influenza stagionale! – Ehm… – “Ehm…” cosa? – Insomma… Non vorrei darti troppe notizie nuove, oggi, ma il tasso di mortalità dell’influenza stagionale è stato stimato tra le 8,6 e le 9,9 persone ogni centomila. – Aspetta.. cioè… Calcolate per ogni mille persone, per fare un raffronto, quante sarebbero? – Tra le 0,086 e le 0,099. – Bene, ecco: molto più basso rispetto al coronavirus. – No. – Come no? – No, perché qui stiamo parlando del tasso di mortalità. – E non è la stessa cosa? – No, il tasso di mortalità è il rapporto tra i decessi per una malattia, e il numero totale della popolazione suscettibile. Per capirci: in Italia oggi il tasso di mortalità del coronavirus sarebbe 91 diviso 60 milioni circa. – E quanto fa? – Lascia perdere: uno zero seguito da cinque zeri e poi 1517. – Cioè? – Cioè una ogni milione di persone! – E l’influenza normale… – Facendo le debite proporzioni, per l’influenza normale parliamo di 86/99 persone decedute ogni milione. – Ma… Ma… non è possibile! – Beh, sono i numeri, amico mio. Cosa gli vuoi dire, ai numeri… – Senti, ok.. però il problema resta. – Già, qual era il problema iniziale? – Gli ospedali sono al collasso! – Giusto… – E quindi? – E quindi ti faccio una domanda. – Sentiamo! – Se il coronavirus oggi – numeri alla mano – ha questo tasso di mortalità, allora perché gli ospedali sono al collasso? – Già, perché? – Ci sono due variabili in questa equazione: da una parte c’è il coronavirus, dall’altra il sistema sanitario. Abbiamo detto che il coronavirus si muove tutto sommato come un’influenza stagionale, giusto? – Sì… – E allora cosa resta? – Resta… il sistema sanitario. – Che è al collasso… – Ma se è al collasso per una patologia che non ha niente di paragonabile alla peste, alla spagnola e ad altre patologie, allora vuol dire che forse… è il sistema sanitario nazionale a non essere adeguato? – Bingo! – Ma perché i giornali non dicono questo, anziché terrorizzare tutti sul numero degli asintomatici positivi? Si potrebbe ragionare su una soluzione diversa! – Già, perché? Forse perché è la politica che ha distrutto il sistema sanitario nazionale? Forse perché è la politica che ha tagliato decine di migliaia di posti letto, licenziato migliaia di medici e infermieri, ridotto i poli ospedalieri eliminandoli fino a lasciare scoperte intere aree, tagliato su ogni tipo di costi e appaltato servizi ai privati? Forse perché è la politica che sta lentamente tagliando la spesa pubblica essenziale, come quella che serve a curare i cittadini, per andare verso un modello di sanità privata in cui i soldi finiscono tutti nelle mani di multinazionali e organizzazioni senza scrupoli, che badano solo al lucro e mettono la salute dei cittadini all’ultimo posto? Forse perché i giornali devono difendere questa politica e gli interessi di quelle stesse multinazionali che la sponsorizzano (per non dire “che la corrompono”)? – Sono senza parole. – Lo capisco… – Gli ospedali sono al collasso perché ci hanno derubati del servizio sanitario nazionale, non per “il coronavirus”. – Benvenuto in Matrix, amico mio: hai scelto la pillola rossa.  Grazie Sergio Ser-Gio

 

 

 

 

 

 

 

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