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Beatrice Lorenzin. “Questa sentenza esemplare – scrive, senza badare alle virgole – evidenzia ancora una volta che i figli non sono proprietà dei genitori ma come riconosciuto dalla Carta del Fanciullo sono titolari di propri diritti incomprimibili e il giudice in un ordinamento moderno e avanzato tutela l’inviolabilità dei diritti in capo al bambino anche di fronte ai genitori”.

 

Sgarbi e la dottoressa Gatti sulle “parole vergognose” dell’ex ministro Beatrice Lorenzin Il commento sulla sentenza non è passato inosservato. Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ritiene “vergognose” le parole della Lorenzin.  “Strappare un figlio alla propria madre naturale è un atto di inaccettabile violenza” dice Sgarbi. “Di chi sarebbero i figli se non di chi li ha concepiti? Ma come si può affermare una simile boiata?”  Sulla questione è intervenuta anche la dottoressa Antonietta Gatti, fisica e ricercatrice. “Non voglio discutere la sentenza di un giudice che agisce pedissequamente secondo legge, ma voglio analizzare le parole di un essere che siede in parlamento e che dovrebbe agire nel bene del popolo che rappresenta”.  Dopo aver fatto notare che anche lei è una madre, riferendosi alla Lorenzin, aggiunge: “La colpa della condannata? Aver letto i bugiardini dei vaccini che volevano fare a suo figlio, aver letto gli effetti collaterali a cui può andare incontro, conoscere famiglie distrutte dall’avere figli lesionati più o meno pesantemente dalle reazioni biologiche dei vaccini”.  Poi chiede: “È un diritto di una madre chiedere di non giocare alla roulette russa con suo figlio? Non contenta la parlamentare ride sul dolore di una madre a cui hanno tolto in figlio”.

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