«Siamo stati subissati di richieste di aiuto da parte di inquilini che non possono pagare l’affitto», dice Laura Grandi del SUNIA Toscana, il sindacato degli inquilini della CGIL. «Gli uffici sono chiusi ma in moltissimi ci stanno scrivendo per sospendere il contratto di locazione e ricontrattare il canone. Oltre alle famiglie, molti sono studenti fuorisede, tanti avevano coinquilini che sono partiti, e molto spesso loro stessi non sanno se riusciranno a restare. Il vero problema è che molti lavoravano in nero facendo lavoretti».

Se oggi i proprietari di case potranno beneficiare della sospensione delle rate del mutuo, gli affittuari sono stati dimenticati nei recenti decreti del governo. Ma il tema degli affitti, anche superata l’emergenza coronavirus, sarà sempre più centrale, con la progressiva scomparsa della capacità di acquisto di una casa delle nuove generazioni, sempre più povere. Per questo c’è bisogno di una prospettiva di lungo periodo sul tema degli affitti oltre che di misure pubbliche urgenti per chi non riesce oggi pagare l’affitto. Gioire per l’abbassamento dei canoni e la scomparsa dei turisti, ma lasciare al mercato o alle iniziative individuali la soluzione di un disagio abitativo che rischia soltanto di acuirsi, non ha funzionato in passato e non funzionerà in futuro, né per gli inquilini e né per i proprietari. E neanche per le città.

 

 

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