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“La libertà di espressione va esercita con responsabilità. La libertà di parola e la libertà d'azione non hanno significato senza la libertà di pensiero e non c'è libertà di pensiero senza il dubbio. Dire quello che pensi certo ti danneggia in società: ma la libertà di parola vale più di mille inviti.”

  • Categoria dell'articolo:Sociale
Dopo oltre tre quarti d’ora di attesa, sono stata convocata in maniera riservata in presidenza, alla presenza della dirigente, dei due vicepresidi e di un carabiniere. Appena entrata ho chiesto il consenso alla registrazione della conversazione ma mi è stato negato. Il carabiniere si è presentato e mi ha esposto il motivo per il quale era stato chiamato, dopo di che mi ha chiesto di mostrargli il green pass, io gli ho cortesemente risposto che mi dispiaceva ma lui non era autorità legittimata a farmi quella richiesta, così dopo aver citato il DL 111 e avermi ricordato che lui rappresentava lo stato mi ha fatto di nuovo la richiesta. Io seraficamente gli ho letto l’articolo 10 comma 3 del regolamento europeo 953/2021, che dice che solo la polizia aeroportuale e la polizia di frontiera hanno facoltà di richiedere l’esibizione del green pass, ricordandogli che è una norma superiore rispetto al DL italiano.
Il carabiniere ha preso i riferimenti di legge e, prima di andare a controllare, mi ha chiesto perché se tutti esibivano il green pass, io non volevo farlo. Al che gli ho risposto che la risposta ad una domanda del genere era troppo ampia perché ci potevano essere mille motivazioni di tipo ideologico e che ne avremmo potuto chiacchierare fuori dalla scuola in un altro momento, ma ho voluto far notare che, visto che ormai è sotto gli occhi di tutti che una persona vaccinata può essere infettiva quanto una persona non vaccinata, chiedere un tampone a chi non è vaccinato corrisponde a discriminare. Inoltre gli ho fatto notare che nel momento di un eventuale tentativo di allontanamento da scuola, sarebbe stata interruzione di pubblico servizio si sarebbe leso il mio diritto/dovere di lavorare, in quanto io ero lì per svolgere il mio servizio. Quando il carabiniere è rientrato dopo a verifica delle norme e il confronto con i suoi superiori, il suo sguardo nei miei confronti era cambiato, i suoi occhi brillavano.
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Mi ha detto che era tutto a posto, che io potevo continuare a svolgere il mio servizio anche nei giorni seguenti e che il problema andava risolto in ambito scolastico, rivolgendosi alla dirigente ha detto che subito dopo avrebbe approfondito questo discorso con lei. Quindi si è alzato in piedi e mi ha detto : “ci salutiamo con il pugno perché diversamente non possiamo, in bocca al lupo per tutto, mi raccomando continui a far valere i suoi diritti”. Non ho idea di cosa farà la dirigente adesso, ma qualunque sarà la strada che vorrà intraprendere, io so che la normativa, quella legittima, è dalla nostra parte.
E’ PROPRIO QUESTA LA FORMA DELLA LOTTA NON-VIOLENTA PER RIVENDICARE IL NOSTRO DIRITTO DI LIBERTA’ DI SCELTA SENZA DISCRIMINAZIONE
PER LA QUALE NOI ViVi COMBATTIAMO OGNI GIORNO

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