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  • Categoria dell'articolo:Sociale

due emorragie cerebrali e fratture plurime al volto, nei prossimi giorni sarà sottoposta ad intervento maxillo facciale. Secondo il comunicato rilasciato dal movimento No Tav è stata colpita in pieno volto da un lacrimogeno lanciato dalla polizia. Una ricostruzione smentita dalla polizia. Secondo la questura di Torino, infatti, «si è trattato di trauma da corpo contundente, non provocato da un lacrimogeno».

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Una ricostruzione, quella della questura, messa in discussione da due video diffusi in queste ore e riguardanti la medesima giornata di proteste in cui Giovanna è stata ferita. Nel primo si vede dettagliatamente un agente di polizia puntare il lancia lacrimogeni e sparare ad altezza d’uomo in una manovra evidentemente volontaria. Nel secondo video, diffuso questa mattina, si sente invece un agente che, ripreso mentre parla con i suoi colleghi, afferma chiaramente: «Sì, gliene ho tirati due in faccia sulla strada»

polizia: “Ferite incompatibili con i lacrimogeni” La polizia indaga sull’accaduto per chiarire la dinamica. La questura precisa che i lanci di lacrimogeni sono avvenuti a grande distanza.  “I lacrimogeni non sono in grado di fare quei traumi”, spiegano dalla questura di Torino. “La donna rimasta – dicono – ha dichiarato ai sanitari di essere stata ferita da un corpo contundente, non da un lacrimogeno. Peraltro il trauma da corpo contundente è un trauma da impatto caduta a terra o fuoco amico, invece i lacrimogeni lanciati a distanza di 30-40 metri si sfaldano in dischi di sostanza polverosa di pochi millimetri che si incendiano e fanno fumo”.

Sorgente: Val di Susa: la polizia ha ferito gravemente un’attivista No Tav

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