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“La libertà di espressione va esercita con responsabilità. La libertà di parola e la libertà d'azione non hanno significato senza la libertà di pensiero e non c'è libertà di pensiero senza il dubbio. Dire quello che pensi certo ti danneggia in società: ma la libertà di parola vale più di mille inviti.”

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Per i dipendenti che non fanno il vaccino è previsto fino al demansionamento per chi non può farlo per ragioni di salute, con il mantenimento dello stipendio. Per chi invece si rifiuta “senza comprovate ragioni di salute ci sono conseguenze di diverso grado che possono giungere fino alla interruzione del rapporto di lavoro”.

Il decreto di Bertello, pubblicato su Vaticanstate, mette nero su bianco che “si ritiene il sottoporsi alla vaccinazione la presa di una decisione responsabile atteso che il rifiuto del vaccino può costituire anche un rischio per gli altri e che tale rifiuto potrebbe aumentare seriamente i rischi per la salute pubblica”. Le sanzioni previste all’articolo 6 rinviano alla legge vaticana del 2011 che già prevedeva per i dipendenti vaticani che non si sottopongono “agli accertamenti sanitari d’ufficio responsabilità e conseguenze fino alla interruzione del rapporto di lavoro”.

Sorgente: Vaticano, no vax a rischio licenziamento. La linea dura di Papa Francesco

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