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TECNOLOGIA

Amazon brevetta un braccialetto elettronico che monitora i lavoratori

Un braccialetto che monitora in ogni momento la posizione delle mani del lavoratore e le guida vibrando se non è quella «giusta». Lo ha brevettato il colosso delle vendite online Amazon. La nuova tecnologia desta preoccupazione perché aumenta ancora la capacità dell’azienda di controllare i lavoratori: «Amazon — scrive GeekWire che ha dato notizia del nuovo brevetto— si è già guadagnata la reputazione di una società che trasforma i dipendenti, pagati poco, in robot umani che lavorano vicino ai veri e propri robot, portando avanti compiti ripetitivi di packaging il più velocemente possibile».
Il controllo a distanza

Il braccialetto è pensato per rendere più veloce la ricerca dei prodotti stoccati nei magazzini da parte dei dipendenti. Secondo quanto scrive GeekWire, che ha visto il brevetto, quando verrà effettuato un ordine su Amazon, i dettagli saranno trasmessi sul mini computer al polso del dipendente che dovrà scattare a prendere la merce, metterla in una scatola e passare al compito successivo. «I sistemi attuali per tracciare dove sono immagazzinati i prodotti dell’inventario possono richiedere al lavoratore di svolgere atti che gli fanno perdere tempo» scrivono nel documento gli ingegneri che hanno sviluppato la nuova tecnologia, «per questo sono interessanti tutti i nuovi metodi per tenere traccia di dove sono posizionati i prodotti dell’inventario». Il brevetto, depositato nel 2016 è stato riconosciuto ufficialmente questa settimana, e per il momento non è ancora stato adottato.

I ritmi di lavoro intensi

Amazon investe moltissimo nell’automazione dei processi: nelle settimane scorse ha aperto a Seattle il negozio «Amazon Go», un negozio senza casse, in cui i prodotti comprati dai clienti vengono tracciati automaticamente grazie a una app che monitora i clienti all’interno dello store. La società di Jeff Bezos inoltre è finita più volte al centro delle polemiche negli Stati Uniti, in Europa e anche in Italia per le condizioni di lavoro. All’azienda vengono contestati i ritmi di lavoro molto intensi stabiliti dagli algoritmi e gli obiettivi molto rigidi imposti ai dipendenti dei magazzini, che spesso non avrebbero neppure il tempo per andare in bagno e rischiano multe e sanzioni se non mantengono la produttività prevista. Come per esempio registrare 300 prodotti all’ora, cioè 5 al minuto, con la pistola laser per l’inventario. Si calcola inoltre che i magazzinieri dello stabilimento di stabilimento di Castel San Giovanni, nel Piacentino, percorrano circa 20 chilometri al giorno per prendere e spostare i pacchi.

La vertenza con i sindacati in Italia

A novembre i lavoratori italiani hanno scioperato per la prima volta per protestare contro le condizioni di lavoro ritenute troppo dure. La vertenza è ancora in corso e domani è previsto al ministero del Lavoro un incontro tra Giuliano Poletti e l’azienda per cercare di far ripartire il dialogo coni sindacati, dopo che la trattativa sul contratto aziendale (in discussione ci sono bonus economici, ma soprattutto la richieste di rivedere l’organizzazione e i carichi di lavoro) si è arenata prima di Natale.

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