Cosa succede se un bambino ha la febbre durante l’ora di lezione a scuola?

Sembra che il governo abbia tracciato delle linee guida per questa evenienza e il risultato sia un vero e proprio trattamento sanitario obbligatorio o un ASO, accertamento sanitario obbligatorio, senza la presenza dei genitori del bambino…

Leggi qui :

“Nel caso in cui un alunno dovesse manifestare i sintomi di cui al punto uno ( febbre e/o tosse) nei locali della scuola durante l’orario scolastico, insegnante presente dovrà chiudere le porte dell’aula, chiamare immediatamente il 112 o il 1500 e ricevere le relative istruzioni. I presenti dovranno permanere all’interno dell’aula fino a che gli operatori non avranno dato tutte le istruzioni del caso. Insegnante potrà nel frattempo avvisare colleghi e personale evitando di entrare direttamente in contatto con altre persone della scuola.”

 

 

 

PDF delle linee guida :

Fonte

Potete trovare la parte specifica alla lettera H, se non riuscite ad aprire il pdf questo è il testo :

” h)  Nel  caso  in  cui  un  alunno  dovesse  manifestare  i  sintomi  di  cui  al  punto  1  nei  locali  della scuola,  durante  l’orario  scolastico,  l’insegnante  presente  dovrà  chiudere  le  porte  dell’aula, chiamare  immediatamente  il  112  o  il  1500  e  ricevere  le  relative  istruzioni.  I  presenti dovranno  permanere  all’interno  dell’aula  fino  a  che  gli  operatori  non  avranno  dato  tutte  le istruzioni  del  caso.  L’insegnante  potrà  nel  frattempo  avvisare  colleghi  o  personale,  evitando di entrare  direttamente  in  contatto con altre  persone  della  scuola”

Differenza tra TSO e ASO:

TSO ed ASO in adulti e minori TSO e ASO, cioè Trattamento Sanitario Obbligatorio e Accertamento Sanitario Obbligatorio sono le uniche modalità con cui una persona, in Italia , può essere sottoposta a un intervento sanitario, rispettivamente terapeutico o diagnostico, contro la sua volontà. Devono essere seguite procedure specifiche previste dalla Legge al fine di garantire i diritti fondamentali del cittadino. Nell’ambito della Legge, che prevede le situazioni in cui tali interventi possono essere effettuati e le modalità di esecuzione di massima (proposta di un medico, convalida di un medico pubblico, segnalazione e autorizzazione da parte del Sindaco o di funzionario da lui incaricato, convalida del Giudice Tutelare ), le varie ASL (o le Regioni) stabiliscono procedure specifiche da seguire che vincolano i sanitari coinvolti. I TSO possono essere eseguiti sia in ambito ospedaliero, nei reparti psichiatrici di degenza, gli SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura), che in ambito ambulatoriale; gli ASO devono essere di norma eseguiti in ambito ambulatoriale. Tali norme valgono anche per i minori di 18 anni, sia in presenza che in assenza di consenso da parte dei genitori. Nei minori di solito tali procedure sono attivate come extrema ratio quando i genitori non riescono a portare il figlio adolescente con gravi disturbi del comportamento alla visita da loro richiesta, dopo essere stati più volte da soli all’ambulatorio di neuropsichiatria infantile. Un’alternativa al TSO o ASO può essere la segnalazione al Tribuale dei Minori che può in vari modi intervenire, anche senza toccare la patria potestà. Un esempio di procedure, reperibile su internet, è visibile a questo link, che dedica anche particolare attenzione al campo dei minori.  Il TSO e l’ASO sono procedure comunque contestate da Qualcuno come violazione dei diritti fondamentali delle persone. Vedi ad esempio in proposito quest’altro link.  C’è da dire che nei minori spesso non è necessario arrivare effettivamente a tali provvedimenti, la cui possibilità può essere usata come strumento di convinzione e di rinforzo dei genitori ai quali in ultima analisi sta di trovare la convinzione di portare il figlio

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